Bisogna che stai cofano
venerdì, 11 febbraio 2005
Dopo lungo periodo di gestazione, di programmazione, di spostamento e di muri da pitturare son contento di invitarvi tutti nella mia "nuova" (è uguale a qui, da vedere, più o meno) casa. Aggiornate i bookmark, aggiornate i link, aggiornate i feed!
l'ha scritto cofano | 11/02/2005 10:12 | Permalink | commenti
martedì, 08 febbraio 2005
Io ho l'ufficio sotto casa. Nel senso che se io dormo al secondo piano l'ufficio è al piano terra. Ci occupiamo di servizi internet rivolti alle aziende (siti, pubblicità, bla bla bla, internetterìa varia insomma). Ieri mattina, dopo la settimana dove ho combattuto contro la morte nel mio letto di sofferenza, son tornato a lavorare piuttosto carico e combattivo, che una settimana così mette persino voglia di lavorare. Il socio non c'era, che la sera prima era in concerto dalle parti di Firenze e quindi è rimasto un po' a riposo. Dopo cinque minuti che son qui, mentre faccio il punto della situazione, suonano. Guardo fuori. Un omotto alto al massimo un metro e sessanta, cappellino da redneck, faccia bella tonda, sui sessanta anni. Apro la finestra e "mi dica!" domando. "Dovevo scaricare cose da internèt". Silenzio. Un coyote ulula in lontananza. "Eh!??!?!" gli faccio. "Eh" mi fa. "Aspetti lì un attimo vah...".
Apro, lo faccio entrare in cortile, gli vado incontro e il signore mi fa vedere un F24, che è uno di quei moduli che si usano per esempio per pagare l'IVA, e mi dice che gli servono dei codici tributo "che c'è scritto che ci stanno sull'internèt e alle poste non ci avevano voglia di trovarmeli, quelli connuti". E' nervosetto. Provo a spiegargli, guardi facciam solo servizi per le aziende sitiinternetblablabla, se magari prova in cartoleria, o un consulente del lavoro. "Maggià che sto quà... guardi che abito sopra al veterinario". Lo guardo con sospetto: quest'ultima affermazione vuole essere una testimonianza di affidabilità o una minaccia di antirabbica? Decido di fidarmi, non tanto per dove abita ma perchè non sembra aver la minima intenzione di andarsene, e se non voglio trovarmelo a tavola a pranzo è meglio se gli scarico tutteccose dall'internèt.
Entriamo in ufficio, si siede di fianco a me, bello comodo pacioccone e guarda cosa faccio senza aprire bocca, con l'aria tipo "dai giovane vediamo se sei davvero capace". Mi viene un po' l'ansia da prestazione. Controllo di non avere sitiporni o altre robe aperte in Firefox e mi metto alla ricerca dei suoi codici. Trovo, stampo e gli dò ste 8 paginette di codici tributo. "Tenga, ci si paghi il caffè" mi fa allungando 10 euro. "Guardi no non posso, facciamo che le ho fatto un piacere e siamo a posto così, e cmq ce ne stan 10 di caffè". Mi branca un braccio con ste manone che non avevo notato, sembran dei guanti gonfiati, mi apre una mano (credo premendo col pollicione sui nervi dell'avambraccio) e mi ci chiude dentro i soldi. "Il lavoro si paga sempre" mi fa. Saluta, e se ne va da dove era venuto, forse da sopra il veterinario, forse da una puntata dei Soprano's.
Vabbè oh, caffè per tutti.
l'ha scritto cofano | 08/02/2005 11:49 | Permalink | commenti (13)
lunedì, 07 febbraio 2005
 
l'ha scritto cofano | 07/02/2005 10:45 | Permalink | commenti (7)
sabato, 05 febbraio 2005
Nino d'Angelo che canta contro la camorra.
Berlusconi che promette guerra alla corruzione.
Bello, sempre che l'omeopatia funzioni.
l'ha scritto cofano | 05/02/2005 16:43 | Permalink | commenti (4)
venerdì, 04 febbraio 2005
Pallina pallina pallina pallina, sono il padre di mia madre sono il padre di mia madre, pallina pallina, piacere napoleone piacere napoleone, pallina pallina, è venerdì e resto in casa è venerdì e resto in casa, pallina pallina...
l'ha scritto cofano | 04/02/2005 20:16 | Permalink | commenti (4)
giovedì, 03 febbraio 2005
Li voglio. Li voglio tutti. Quello che sfiletta, quello che sega le lattine con dentro la roba surgelata, quello che trincia la carne, quello che tritura, quello che spela i pomodori, tutti. E poi voglio anche il ciccione coi baffetti che mi insegni ad usarli come li usa lui, voglio che sia mio zio, o magari un mio fratello maggiore, insomma lo voglio parente, che ci vuole anche il suo dna per diventare così bravi. E voglio anche il tavolo col buco, da buttarci dentro tutta la roba che ho appena tagliato sminuzzato affettato, con quel gesto delicato e leggero come fa lui. Non voglio cucinare, non mi interessa, voglio solo ipnotizzare gli altri come fa lui con me. Da grande voglio essere come te, Chef Tony, baffino della Miracle Blade.
l'ha scritto cofano | 03/02/2005 11:47 | Permalink | commenti (22)
mercoledì, 02 febbraio 2005
Febbre a più di 39, ieri. Oggi a 38 sono un fiore. Io che a 37.1 faccio tragedie, ieri ho visto tutti i momenti più belli della mia vita passarmi davanti agli occhi. Ho pensato di avere la meningite. Poi ieri sera ho guardato "Virus letale", su Rete4, che ha dato la botta di buonumore finale.
E stamattina, appena sveglio, MacGyver, che mi era rimasta accesa la tele su Rete4. Quindi documentario sugli alligatori su La7. Poi ho messo su Canale5 e scoperto che Costanzo adesso, dal ripostiglio di casa sua, fa una trasmissione per casalinghe sempre con quel suo tono gioviale e simpatico. C'era ospite uno che Costanzo l'aveva invitato giusto per togliersi lo sfizio di insultarlo in diretta. Poi pranzo, mi riaddormento appena prima dei Simpson e mi sveglio appena dopo, giusto per vedere a Campioni prima sti ragazzotti che imparano la danza degli AllBlacks e poi due di loro che si menano in spogliatoio. Ora sto guardando la DeFilippi. Io ho come paura di essere finito in un circolo vizioso da quale non ne uscirò mai più, che più guardo la tv e meno guarisco, meno guarisco e più guardo la tv...
l'ha scritto cofano | 02/02/2005 16:18 | Permalink | commenti (9)
lunedì, 31 gennaio 2005
No, non è un errore, è giusto così: marla. E' il modo in cui io e il mio amico G chiamiamo la giocastazione, aka playstation. "Ci facciamo una marla?" vuol dire "Facciamo una partita?": viene dal termine dialettale "marletta", che vuol dire piccola maniglia e sta ad indicare le due piccole levette che sono sopra ai controller della suddetta.
Ci ho passato tre giorni attaccato: venerdì sabato e domenica. Tira, crossa, spara, sorpassa, mena, ogni tanto aiutato dal G di cui sopra ma più spesso da solo. Veniva a staccarmi mio fratello, che mi dissaldava dalla poltrona aiutandosi con una spatola di quelle per togliere la carta da parati. Io sarei volentieri rimasto lì, aiutato magari da una flebo, un catetere e una tanica di collirio. E il delirio non mi lasciava tregua, nemmeno nei pochi momenti lontano dallo schermo: nel sonno ero Faustino Asprilla che si liberava in area e segnava in rovesciata e a colazione ero un cecchino che da 10 metri doveva centrara la tazza col taralluccio (il primo pirla che dice "sè, e in bagno eri un bombardiere" je meno). Quando a pranzo, macchiandomi di pomodoro, ho finto di essere ferito e tentato di suturarmi con uno spaghetto, qualcuno s'è preoccupato.
Finalmente ieri sera, attorno alla mezzanotte, il crollo. Febbre, tremori, nausea, attacchi d'ansia. Ho preso uno Zerinol sperando nell'influenza. Poi non ricordo più niente.
Ora comunque sto meglio. Sì sì. Mi dicono che non ho una bella cera, ma che passerà. Io gli credo, che son simpatici, questi omini gentili tutti vestiti di bianco. E poi devo guarire alla svelta, che i miei compagni in nazionale mi aspettano.
l'ha scritto cofano | 31/01/2005 14:24 | Permalink | commenti (18)
venerdì, 28 gennaio 2005
Magari lo sapete già, ma se non lo sapete ve lo dico io: andando qui http://www.365giorni.fieralibro.net/ e registrandosi entro il 31 gennaio vi viene dato un buono di 12 Euro per l'acquisto di un libro tra quelli presenti tra tutte quelle case editrici (non aspettatevi Feltrinelli o Mondadori, ma non vuol dire che ci siano brutti libri).
Ora, calcolando che le spese di spedizione sono di 3,5 euro, comprando un libro dagli 8,5 euro in giù vi arriverà a casa completamente gratis. Io l'ho appena fatto.
l'ha scritto cofano | 28/01/2005 17:15 | Permalink | commenti (8)
domenica, 23 gennaio 2005
Il brutto di quando la sera del 22 fai un bel festone di compleanno e inviti tutti, ma proprio tutti gli amici è che poi il 23, quando è il tuo compleanno, non ti s'incula nessuno.
l'ha scritto cofano | 23/01/2005 18:00 | Permalink | commenti (23)
Sarà, ma secondo me 31 anni son troppi. E non mi piace neanche come numero. Ma tant'è, ormai ce li ho e me li tengo. E adesso prego, fatemi gli auguri, che è oggi che li compio. 
l'ha scritto cofano | 23/01/2005 12:22 | Permalink | commenti (20)
venerdì, 21 gennaio 2005
Oui, je suis a voyeur, embè? Non fasc nient' de mel (che grande francese...). Perchè dico così? Perchè vado matto per le webcam, qualsiasi tipo di webcam. Ogni tanto trovo dei link che ci passo le ore. Non so bene a cosa sia dovuta questa passione, immagino sia legata al fatto di guardare senza essere visti con l'idea di vedere qualcosa che stanno vedendo in pochi. Ognuno c'ha le sue perversioni. Oh ma mica parlo di webcam purnazze eh? No no, pure una webcam che inquadra un acquario in giappone, una su di un  tornante in Slovenia, una vicino ad una piazzetta a Macao, possono ipnotizzarmi. Per non parlare di quelle che avevano piazzato in Florida quando doveva passare l'uragano (ci sono ancora). Carina anche quella di quella tipa in California dove puoi controllare la cam che inquadra la strada sotto casa sua, girarla, zoomare, ecc. (a pagamento puoi anche guardarle le tette, ma è un altro discorso). Una volta sapevo che una mia amica era in una città straniera, l'ho fatta andare in mezzo a una piazza dove sapevo che c'era una webcam e mi son fatto fare ciao con la manina dal centro della piazza. Il G8 di Genova l'ho seguito anche tramite le webcam sparse per la città. Via webcam riguardo spiagge dove ho passato l'estate. Purtroppo è tutto un mondo piuttosto incerto, quello delle webcam, oggi ci sono domani chissà. Ah, che grande metafora della vita, le webcam. (Ok, autorizzo qualsiasi rito scaramantico).

Grazie a Opentopia  segnalato da Giavasan
l'ha scritto cofano | 21/01/2005 16:35 | Permalink | commenti (9)
giovedì, 20 gennaio 2005
Riguardo sul computer le foto scattate
al mare in sardegna con te quest'estate
mammamia, tutta nuda, con la tua amica, com'eri bella
ah no, scusa, ho sbagliato cartella
l'ha scritto cofano | 20/01/2005 10:03 | Permalink | commenti (7)
martedì, 18 gennaio 2005
Io da ragazzino avevo un Ciao. Gli scooteristi aggressivi dei giorni nostri non lo capiscon mica cosa vuol dire avere un Ciao. E' un po' di più di una bicicletta a motore e molto meno di uno scooter, ma cavoli, a 14 anni non potevo chiedere di meglio. Poi ci hanno imposto il casco e andare in Ciao tutto magro con sto casco enorme in testa sembravo un ChupaChupa a motore. Ma il problema vero era che girava qualcuno che aveva il Fifty della Malaguti, che era molto più vicino alla moto che al motorino, aveva anche le marce perdio! E io col mio Ciao blu che era anche un modello vecchio arrivavo al massimo ai 50 all'ora, piegato e sottovento e con un tir davanti per tagliare l'aria.
E allora cosa ho fatto? Beh ho iniziato che ci ho cambiato il ginglore, al Ciao, che è una valvola che nebulizza la benzina nel carburatore, e se la metti un po' più grande va appena appena più forte, che io volevo starci dietro a quelli col Fifty. Ma non bastava. Allora cambiamoci la marmitta, Proma o Giannelli, eran quelle le marche: il Giannelli era sto tubo che faceva tutti dei giri strani, il Proma era quella dorata e corta. Ma no, non era ancora abbastanza, e mi son lasciato un po' prendere la mano: pistone testa carburatore, alla fine sto povero Ciao faceva i 90 all'ora. Con alcuni problemi: in curva la debolezza del punto di giuntura tra pedana e serbatoio lo portava a piegarsi in due, il sistema frenante era per frenare ai 50 e ai 90 mi serviva un paracadute sulle spalle e infine i consumi non erano dei migliori: cosa avrà tenuto? 5 litri? Eh, bastavano 4 chilometri tirati per restare a secco. Infine, ci voleva tanta, tanta, tanta attenzione ad accelerare, che era un attimo ritrovarsi sulla schiena col motorino sullo stomaco.
Tocco finale: alcune righe bianche per profilare la carrozzeria blu, che parlare di carrozzeria per un Ciao fa un po' strano, manopole e fanale bianchi, e un nome degno adesivato sul copricarter. "Il bestia".
l'ha scritto cofano | 18/01/2005 12:39 | Permalink | commenti (23)
giovedì, 13 gennaio 2005
Ieri sera ho avuto modo di sentirmi addosso, per la prima volta, la nuova legge antifumo, che non ero ancora uscito dal 10. E quindi ieri sono andato in enoteca con un po' di amici: entro e già l'ambiente asettico mi lascia un po' così, fa strano. Che poi oh, senza l'odor di fumo si sentono gli altri odori, fritto, ascella e così via, e va bene che non è ancora estate e non fa caldo. Ma vabbè, andiamo avanti. Beviamo un po' e la voglia di un bel paglione comincia a sgomitare, e sapere di non poter accendere un bel niente rende solo la voglia più forte. Finchè non ce la faccio più, mi prendo su e scendo al piano di sotto dove si esce in strada.
Nel percorso verso l'uscita penso alle chiacchiere che mi farò con quelli fuori che, come me, saran lì per una sigaretta al freddo e al gelo. Facciamo community, imprechiamo insieme, intoniamo canzoni sporche dedicandole governo e a sto schifo di legge, inventiamo barzellette sul ministro Sirchia, coloriamotuttiimuricasevicoliepalazzi.
l'ha scritto cofano | 13/01/2005 13:33 | Permalink | commenti (15)
mercoledì, 12 gennaio 2005
 Io, quando dico che in questa città non si vive mica male, lo credo davvero. Che ci son proprio dei bravi ragazzi, che leggi delle robe sul giornale locale che devi rileggere un po' di volte perchè non ci credi.
Dalla Gazzetta di Parma di oggi:
"Condannato a due anni per la rapina al "suo" bar - Lui a "L'altro Blu Bar", (...) andava spesso, addirittura tutti i giorni. Era il posto dove consumava la prima colazione, magari scambiando due chiacchiere e un sorriso con la titolare e gli altri avventori. Proprio per questo motivo, quando la donna dietro al bancone lo scorso 7 ottobre, intorno a mezzogiorno, ha sentito quella voce pronunciare "questa è una rapina!" non ci ha dato troppo peso e ha pensato che il cliente avesse voglia di giocare. Ma, in realtà, non scherzava affatto: tanto che per convincere la barista ha ribadito con fermezza le sue intenzioni. E con il viso coperto alla bene e meglio da una busta di plastica tenuta ferma da del nastro adesivo ha afferrato il registratore di cassa, rubando però appena 180 euro."
Sta storia, se non mi stessi ancora rotolando dal ridere, sarebbe persino commovente e sarebbe stato il caso di organizzare una raccolta di firme o qualcosa del genere per convincere la barista a ritirare la denuncia. Il problema è che questo è un Fantozzi de noantri. Mi ricorda la scena della telefonata dove il ragionier Ugo Fantozzi cerca di camuffare la voce e viene riconosciuto immediatamente. E mi immagino sto tipo, tutto rosso che sta per soffocare dentro alla busta di plastica, che entra nel bar barcolando e magari imitando anche l'accento nordica dice "Kfezta ezzere una rapinen!" e la barista che asciugando una tazzina, senza guardarlo, gli risponde "veh Gianni, movacaghèr".
l'ha scritto cofano | 12/01/2005 12:23 | Permalink | commenti (5)
martedì, 11 gennaio 2005
FurboskiL'altro giorno, dopo che facendo benzina mi sono accorto della riga fatta con una chiave sulla fiancata della macchina, non ero di buon umore. Già non sono un fiore di mio, in questi giorni. Fatto sta che inventando nuovi tipi di bestemmie mi son messo a cercare posto in un parcheggio: di sabato pomeriggio è un'impresa. Chi mi conosce però lo sa, coi parcheggi di solito c'ho un culo della madonna. Per fare un esempio: a Barcellona, per visitare la Sagrada Familia, abbiamo parcheggiato a 20 metri dall'ingresso. Vabbè, fatto sta che invece sabato ho dovuto girare mezz'ora, avanti e indietro per sto parcheggio del cazzo, sterrato e pieno di buche. Ormai con le orecchie in fumo vedo che tre persone si avvicinano a una macchina. Mi avvicino e uno dei tre mi fa un segno con una mano che interpreto come un stiamoandandoaspettaunattimo. In due salgono sull'auto e se ne vanno.
Il terzo si pianta in mezzo al posto libero.
Forse, in un altro momento l'avrei lasciato fare, ma io quelli che a piedi si mettono a tenere il posto nei parcheggi li odio. Così come odio quelli che tengono acceso il retronebbia quando la nebbia non c'è più da una settimana. E quelli che in autostrada si piantano in seconda corsia con la prima libera per dei chilometri. Ma quelli che si mettono belli gonfi a gambe larghe con lo sguardo "qui adesso ci parcheggia il mio amico" mi mandan giù di testa.
Sforzo un sorriso, che anche se dentro non ragiono più, sono un gran bravo ragazzo.
Tiro giù il finestrino e "Dai mi hai visto che ero fermo lì ad aspettare..." gli dico.
"Non me ne frega niente, ormai ci sono io" risponde Furboski.
Ok, tiro su il finestrino e vado avanti, ma mica avanti nel senso che cerco un altro posto, vado avanti verso di lui perchè quello è il MIO posto, io ho una macchina, tu sei a piedi, il tuo amico non si vede, lì ce la metto io.
Facendo il gesto con la mano tipo "ma guarda sto scemo" Furboski si sposta e va via imprecando qualcosa sulla mia mamma.
Mi vien da corrergli dietro ma lascio perdere, mi limito a scendere dalla macchina e urlargli "quando ripassi, rigamela, mi raccomando!". Tanto ormai ci si gioca a tris.
l'ha scritto cofano | 11/01/2005 15:07 | Permalink | commenti (9)
lunedì, 10 gennaio 2005
Io non so bene se a Jeremy danno del lattepiù o che altro, non so che cavolo di lavoro faccia il padre di Jeremy per imbattersi in tutta quella gente, ma sto sito e sto bambino sono uno spettacolo:
 

l'ha scritto cofano | 10/01/2005 18:59 | Permalink | commenti (3)
Io, se picchi tua moglie, sforzandomi ti capisco, che ogni tanto può essere che vien voglia e che non ci sia altro da fare. Se poi per sapere se un profumo irriterà la pelle pensi che testarlo su dei cuccioli di beagle sia il modo migliore, faccio fatica eh, ma volendo ti posso anche capire. E se passi le domeniche allo stadio a prendere a sprangate il tifoso avversario, son fatti vostri, se vi divertite voi, mi sta più che bene. Così come se pensi che l'unico modo per comunicarci qualcosa sia farti esplodere in mezzo a un mercato, oh, devo proprio sforzarmi eh, ma ok, ti posso capire.
Ma c'è una cosa che non capisco, non mi capacito, mi sforzo ma proprio non ce la faccio: che cosa cazzo ha portato la tua stupida e inutile manina viscida a rigarmi la macchina con la chiave?
l'ha scritto cofano | 10/01/2005 10:14 | Permalink | commenti (8)
domenica, 09 gennaio 2005
Mondo piccoloSon messo qui, a letto, che se mi guardi da fuori sembro malato, ma sto bene eh. Fuori c'è quel bel nebbione che non lo tagli neanche col coltello, e io un po' sotto le coperte mi leggo i racconti di Guareschi. "L'ambiente di queste storie è la mia terra: la Bassa parmense, la pianura emiliana in riva al Po. (...) Questa gente è simpatica ed ospitale e generosa e ha uno spiccato senso dell'umorismo. Deve essere il sole, un sole maledetto che martella i cervelli durante tutta l'estate. Oppure deve essere la nebbia, una nebbia cupa che opprime i cervelli durante tutto l'inverno."
La serata in osteria, ieri, ce l'ho ancora tutta sulle spalle: culaccia e vino rosso e salame e ancora vino rosso, che si sta di un bene che bisognerebbe farle almeno una volta a settimana, quelle serate lì. Magari un po' meno vino. Che devo ancora stare bene attento a come muovo la testa, che c'è quell'effetto che succede che tu ti volti e il resto arriva dopo un attimo. E però insomma il vino la nebbia guareschi l'osteria l'amicochecisicapiscealvolo. E adesso esco, che c'è un altro amico che ha bisogno di parlare un po', e andiamo a chiacchierarcela su un argine.
Niente insomma, son sempre io.

l'ha scritto cofano | 09/01/2005 16:35 | Permalink | commenti (3)
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